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Il nostro albero è perduto?

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“Abbiamo perso il contatto con la natura”. Lo sentiamo dire continuamente. Non sappiamo più dialogare con l’ambiente che ci circonda. Avere rispetto per la natura coincide soltanto con l’arrecarle il minor danno possibile.

Non siamo capaci di fare di più.

Stefania Calabrese

Albero dei suoni

Ormai il saper ascoltare la natura è patrimonio di leggende da preservare, come ci insegnano l’albero-casa o la divinità madre Eywa del celebre Film “Prog-Western” Avatar. I soldati che tentano di colonizzare Pandora sorridono di fronte al dialogo emotivo che i navy hanno con gli alberi e tra di loro.

Il loro obiettivo è anzi proprio quello di abbattere i Grandi Alberi perché sotto di essi – e non è un caso, sono loro la linfa vitale – si cela un tesoro energetico incommensurabile.

Dovremmo in qualche modo recuperare il nostro essere a contatto con la natura e con i suoi ritmi. Dovremmo ricominciare a pensare al nostro corpo come a un veicolo di sensazioni, a un esserci e non come a uno strumento da mostrare.

A ben riflettere però non è così catastrofica la situazione… se ripenso alla mia vita mi rendo conto che tanti sono gli aspetti “animali” sottesi alla mia esistenza. Alcuni anfratti del nostro essere non si lasciano toccare e spesso sono quelli meno evidenti.

Penso ad esempio a quando la sera, prima di addormentarmi,  “passo in rassegna” i miei figli e sento un compito di protezione che va oltre  la responsabilità razionale. La mia casa mi sa di tana (e non solo per quello!) e i miei cuccioli possono dormire tranquilli.

La cucina è un ambiente magico: qui gli odori si mescolano e spesso capita di cucinare con gli occhi e il naso. I profumi guidano dove le conoscenze e la ricetta che ho davanti non mi porterebbero mai!

L’odore delle persone che amo è un elisir che mi dà suggerimenti atavici: mi spinge ad abbracciare, mi strappa un bacio, mi fa portare qualcuno a “fare un bel bagno”! Non fa così anche qualsiasi altra mamma della Terra, che sia pelosa, grande, feroce o mansueta?

Si potrebbero citare esempi anche molto più profani: avete mai dovuto debellare interi eserciti di pidocchi?

A me è capitato. Mi sono armata di armi chimiche (rigorosamente naturali!) e di tanta pazienza. Ciocca per ciocca, anche su me stessa e mi sono venuti in mente i gorilla, chissà come mai!

In tutte queste situazioni interviene in qualche modo il mio essere donna, o moglie o madre.

Qui è il nocciolo duro che niente e nessuno deve portarci via.

Assecondare il proprio istinto: questo è il grande dono che ci può attaccare al nostro albero casa.

Potremmo così riscoprire un nostro essere nella Natura meno evidente e meno di moda, ma sicuramente appagante!

E sarebbe solo l’inizio.

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