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viaggio nelle nostre righe storte

Filo di memoria

4 commenti

Ogni mattina , percorro sempre la stessa strada per raggiungere il lavoro e ogni mattina incontro una signora anziana che apre il suo negozio.

Sale la serranda e nel buio si intravede l’immagine di una sartoria anni ’50 di quelle dove le signore andavano per confezionarsi quegli abiti che le rendevano cosi donne e femminili.

Quelli a vita stretta, coi fianchi in bella mostra e i seni alti.

La guardo e penso: “ ma è cosi anziana come mai lavora ancora e chi ci andrà nel suo negozio?”

le mie mani

le mie mani

Ma stamattina mentre la guardavo ho pensato a mia nonna, al ditale dorato che indossava quando cuciva, alla sua scatola dei bottoni. Una vecchia scatola di biscotti legata con un elastico con bottoni vecchissimi e nuovissimi, i miei tesori nascosti.

La scatola dei fili per cucire e degli aghi e quel senso di magia che mi dava vedere le sue mani che infilavano il filo e poi cucivano veloci un orlo o un bottone o gli strappi dei miei pantaloni.

Ora c’è mia madre che porta avanti quella magia che cuce orli che cuce i buchi sui pantaloni dei miei figli e dice che è mia nonna che glielo ha insegnato.

Fili lunghissimi con un nodino alla fine. Punti alternati che tengono insieme pezzi diversi di stoffa, che per magia rendono giusti un paio di pantaloni lunghi……… e allora?

Allora c’è nelle mani delle donne la magia!! C’è in quella signora che ogni mattina apre il cuore della sua anima aprendo una bottega buia.

C’è mia nonna, tua nonna, tua madre e il gusto che si aveva di creare con le proprie mani qualcosa.

Mia nonna che mi cuciva a carnevale il vestito che volevo, pieno di difetti e magari mai troppo bello come quello delle mie compagne ma era suo, era mio.

Vedendo lei forse ho imparato a usare le mani magari non per cucire ma per fare, usarle come mezzo per creare qualunque cosa.

Ogni giorno le usiamo le mani, ogni giorno senza sapere attingiamo ad un ancestrale ricordo di altre donne che hanno fatto con quelle mani.

Allora oggi guardo le mie mani e in esse vedo quelle di mia nonna e di mia madre, della sarta che incontro ogni mattina, della zia che faceva il pane nel forno del paese e mi chiedono di essere magia di non dimenticarle sole su una tastiera ma di ascoltare il racconto che hanno per me quello che mi ha lasciato mia nonna….su un filo col nodino in fondo.

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4 thoughts on “Filo di memoria

    • grazie Francesca per il tuo commento..quando qualcuno lascia una traccia su questo blog ci fa un immenso regalo perchè per un attimo si unisce a noi..cuore a cuore...

  1. che magia questo articolo..mi ha emozionato..tanti ricordi anche io, legati ad una scatola di bottoni della nonna..ma tu hai saputo rendere una dolcezza tutta speciale a questo filo che lega le donne nel tempo, attraverso le piccole azioni quotidiane delle mani di una nonna o di una mamma..

    e’ il primo commento che lascio su questo bellissimo blog…e mi piace leggere ( o rileggere a distanza di tempo) gli articoli, le favole o le lezioni di grafologia…oggi mi sono sentita legata a voi da questo filo con il nodino in fondo…
    appena letto avevo pensato di mandarti una mail…poi ho detto..”no, dai, supera la timidezza..e lascia il commento!!!!!”

    grazie stefinina!! *
    mimma

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