Un barone che non bara

Non per essere passatisti, ma spesso “guardarsi indietro” aiuta a gestire meglio il presente e il futuro. Ne sono sempre più convinta nel caso della letteratura e ritengo che una dose moderata di classici sia senza effetti collaterali, e forse addirittura giovi.

Consiglio vivamente di fare un tuffo in un bel libro classico, ritempra lo spirito e, in quanto a stagionatura, è perfetto!

Il Barone
Il Barone

Chevvelodicoaffare… mio figlio mi accusa di essere “vecchia”, ma poi è un appassionato delle vicende del cavaliere inesistente o del visconte dimezzato di Italo Calvino. Così ogni tanto gli propongo letture classiche e colgo l’occasione per scoprire le mie immense lacune.

Mi mancava il terzo grande personaggio della trilogia, il barone rampante!

Ho divorato il libretto e mi è rimasta una grandissima ammirazione per questo ribelle che, per non piegarsi al volere del padre che gli imponeva di mangiare lumache (le ho sempre detestate!), fugge sugli alberi e non vuole più mettere piede sulla terra.

Assistendo alla sua “ascensione”, ho avvertito un senso di soffocamento, sentivo il peso di una decisione così pesante e aspettavo il momento in cui, per distrazione o sfinimento, il povero baroncino facesse un passo indietro. Lo speravo inconsciamente perché sarebbe stato un alibi universale, anche per me!

Invece Cosimo non demorde, e addirittura si trasforma per il suo serio capriccio. Le sue gambe diventano arcuate, la sua agilità aumenta… ma non si trasforma in un primate, assolutamente!

Dopo un primo periodo di sbandamento riprende il controllo e si prende cura di sé, per quanto possibile.

Si industria per provvedersi di tutto, porta anche l’acqua attraverso un complesso meccanismo di tubi naturali, non perde il contatto con i suoi familiari e con la gente, si innamora.

Continua ad avere un rapporto con la sua famiglia, tanto che è commovente come assista alla morte di sua madre da un ramo, e la madre ne è cosciente e ha imparato ad amarlo così; si preoccupa delle persone che vede vivere sotto le fronde, come quando si ingegna per aiutare i contadini.

Diventa un punto di riferimento per tutti, insomma.

Diventa persino un personaggio pubblico di spicco, guadagnandosi la fama sul campo! Una vera leggenda, direi.

In questi tempi di crisi e di primi segnali di ribellione – è vero che li percepite anche voi? – questa figura andrebbe un po’ riscoperta.

Ci dovremmo sempre ricordare che non basta disfare tutto e scappar via, o sputare sentenze senza costruire nuovi “impianti idraulici volanti” che possano portare acqua in posti impensati, anche dentro noi stessi.

Lo proporrò a mio figlio.

Alessandra

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