Il valore della magia

Un tempo esistevano farmacisti alchimisti che preparavano pozioni con erbe e minerali e medici condotti speciali a cui bastava la parola per guarire un malato, donne che conoscevano tutti le misture più efficaci per piccoli sintomi e mamme che sapevano guarirti con un pò di acqua calda. Sembra l’inzio di una saga medievale di favole e racconti invece è la realtà di un progresso che ci ha portato verso la non conoscenza del potenziale umano e della natura.

Oggi abbiamo medicine bomba, che ti scoppiano dentro e che oltre a ditruggere la malattia ti distruggono pure il resto del fisico e  dottori che quando ci parli non sanno nemmeno chi sei e giocano con la paura a suon di paroloni tecnici.

Allora mi è venuta in mente un favola. L’ho scritta per sedare le mie ansie materne che spesso dimenticano quanto la paura sia deleteria e quanto invece l’intuito e la magia che ha contraddistinto le donne per secoli sia un retaggio a cui attingere.

L'albero della vita

IL BAMBINO DI CRISTALLO

C’era una volta in un posto dove tutto è possibile, una coppia di giovani sposi il cui amore era grande.

Avevano ricevuto da esso il grande dono del dare la vita e la  gioia per l’arrivo di questo esserino riempiva di musica i loro cuori.

Il loro amore si era allargato fino a quel bimbo nel quale si era espanso a dismisura.

La vita  per loro era bella ed intensa e il bimbo cresceva sano e sereno ed amato da tutti.

Un notte, però, la sua mamma fece un sogno stranissimo, sognò che il suo bambino era diventato di cristallo. Il suo corpo era diventato di cristallo trasparente.

Nel sogno lei si affannava a proteggerlo a coprirlo a fare in modo che non si rompessee ma la superficie continuava a coprirsi di crepe, minuscole crepe che si allargavano su tutto il corpo.

Si svegliò di soprassalto in preda all’angoscia e alla paura. Andò a vedere il suo bimbo nel lettino che dormiva sereno e si calmò e dimenticò quel sogno.

Accade che un giorno il bimbo si ammalò, una semplice febbre, ma dopo questa un’altra e poi un’altra.  La mamma si ricordò del sogno e la paura la assalì pensò che quel sogno fosse premonitore. Da quel momento non riuscì più ad essere tranquilla.

Il bimbo si ammalò ancora e lei perdeva ogni volta sonno e luce.

Era arrivata a star così male per il figlio da non sentire neppure le rassicurazioni delle persone che aveva accanto e che la amavano, aveva dimenticato come si ascolta il cuore, dava retta solo al sogno.

Un giorno le giunse notizia di un mago che viveva in paese vicino e che si diceva riuscisse a guarire qualunque cosa.

Dercise che ci avrebbe portato il suo bambino. Il giorno dopo parì e andò dal mago. Il mago li accolse con calore e ascoltò attento il racconto della donn, guardò il bambino giocare col suo gatto e sorrise a entrambi con dolcezza.

Alla fine diede alla donna una piccola ampolla che conteneva delle minuscole palline bianche di zucchero dicendole di darne 3 al bimbe per 3 volte al giorno e di riportarglielo tra un mese.

La donna rincuorata tornò a casa e fece, per un mese, come le aveva detto il mago.

Ogni giorno dava al bimbo le palline e ogni giorno lo vedeva migliorare e ogni giorno anche lei si senteva meglio.

Passò il mese ed era arrivato il tempo di tornare dal mago.

Preparò il bimbo e raggiunse il paese del mago.

Quando giunse da lui la prima cosa che fece fu abbracciarlo e ringraziarlo perchè il bimbo ora stava bene.

Il mago la guardò e le indicò un grande specchio  in fondo alla stanza. La donna si pose davanti allo specchio  e il mago le disse: “Guarda bene, quella sei tu un mese fa”. La donna non riusciva a riconoscere se stessa nell’immagine dello specchio; era grigia , magra, priva di vita.

Poi aggiunse: “Vedi il bambino accanto a te? Com’è?”

Leri rispose: “È bello, sano gioioso come è ora dopo la cura”

“Quello è il tuo bimbo un mese fa” disse il mago.

“Com’è possibile?” chiese la donna.

“Ricordi il sogno che mi hai raccontato. Ricordi il finale?”

“Ricordo che c’era tutte crepe e che ero spaventata che tutto si rompesse.”

Poi un raggio di sole entrò nella stanza e di colpò si ricordò cheil sogno finiva con la luce che filtrava dalle crepe del cristallo.

Chiese al mago cosa significasse e lui le rispose:

“Il grande amore che tu ne tuo marito avete donato a vostro figlio è la luce che porterà sempre dentro di sè”

Ma la paura ti ha fatto interpretare il sogno al contrario.

Hai visto le crepe come fossero il male mentre quelle crepe sono la via per far fluire la luce.

Hai visto lui attravero la tua paura e invece di vedere la luce hai visto il buio.

Ora vai e fa che il buio diventi luce  e quando vedrai delle crepe cerca sempre la luce che ci passa attraverso.

Stefania

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2 thoughts on “Il valore della magia

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  1. Si confermo, la favola è molto bella… se si riuscisse anche a rendere il senso “concreto” e guardare quello che è e non quello che ci sembra di vedere sarebbe eccezionale! 🙂
    Mary

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