Strane coincidenze

Da qualche giorno incappo in oggetti che non capitano a caso. Sembrano messi apposta, come se aspettassero che li noti. Le coincidenze sono occasioni che possono essere decisive nelle scelte. È bello pensare che da fuori qualcosa partecipi alla nostra vita in modo così originale.

Un treno perso può cambiare la vita? Nel film “Sliding doors” il destino della protagonista ondeggia al variare di fattori dettati dal caso. Non si tratta del lieto fine o della vittoria dei cattivi, sono proprio due vite diverse per qualche istante di ritardo.

Helen infatti, una brava Gwyneth Paltrow, arriva trafelata alla metropolitana che sta per partire. Riesce a salire sul treno: ecco che arriverà a casa in tempo e troverà una brutta sorpresa che cambierà tutto. Ma se arriverà con qualche istante di ritardo non riuscirà a prendere il treno: la sua vita sarà molto diversa.

Queste sono occasioni prese/perse (che anagramma curioso) e la storia non si fa con i se e con i ma.

Ma nel nostro quotidiano la piccola magia accade: i semplici oggetti sembrano dirci qualcosa. Un esempio? Tempo fa riflettevo sull’utilità di sapersi rammendare i vestiti, una sapienza che farebbe comodo mantenere, al di là dei ghirigori nostalgici. Beh, non ci crederete: lo stesso giorno ho trovato un depliant pubblicitario sul parabrezza che decantava i pregi di un corso di taglio e cucito!

È vero che i depliant sono una ossessione, li ritroviamo dappertutto. Ma vi capitano spesso su questo mestiere? Non sono più frequenti quelli di palestre e scuole di lingue? Mi piace pensare che sia una sorta di messaggio, di “cartello stradale” per il mio percorso.

Cartello stradale

Cosa pensare quindi di queste coincidenze? Sono interventi del destino per toglierci un po’ di responsabilità? Tutti, e sfido chiunque a non ammetterlo, avranno giocato con pensieri come “se passa una macchina rossa, allora significa che….”, anche se solo nell’adolescenza.

Siamo in balia del destino, sballottati dagli eventi? E se d’altro canto fossimo solo noi i protagonisti, allora ciò che ci circonda è ininfluente?

Presa dal dubbio, ho sfogliato il vocabolario della Treccani e ho trovato: “coincìdere [dal lat. mediev. coincidere, comp. del lat. co-1 e incīdĕre «avvenire, capitare»] […] Incontrarsi, riscontrarsi, corrispondersi esattamente […] con riferimento al tempo, avvenire o verificarsi simultaneamente (e per lo più in modo fortuito)”.

Quindi la coincidenza è un capitare insieme, un incontro fortuito di due o più elementi che si trovano vicini, fino a sovrapporsi, come suggerisce il significato più matematico del termine.

Questo incontro non ci rende marionette della fatalità, ma ci dà maggiori opportunità per vivere la nostra vita. Sta sempre a noi decidere.

Non credo che imparerò a cucire, ma l’avrò scelto consapevolmente e saprò di vivere in un mondo più interessante.

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