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LA STORIA DELLA BAMBINA NEL PALLONCINO E DEL COLORE DEI COLORI

4 commenti

Cosa c’è dentro un colore? C’è un’emozione, cosa c’è dentro un’emozione c’è la vita.

C’era una volta una bambina che viveva dentro un palloncino.
Vagava nel cielo per mondi sempre nuovi.
Vedeva nuovi paesaggi e nuove persone.
Si mischiava ad ogni colore della terra, ne faceva parte ma non li toccava mai.
Viveva la sua vita solo nel palloncino e viveva delle storie che incontrava.
Viveva le vite degli altri ma non viveva la sua.
Amava i colori, amava la terra, e avrebbe voluto toccarla.
La paura di uscire dal suo palloncino era troppo forte.
Si cullava lì dentro e nessuno poteva farle del male.
Nessuno poteva abbracciarla, ne baciarla, ne toccarle una mano ad esempio,
come invece vedeva fare alle persone che incontrava nel suo girovagare.
Un giorno il cielo nel quale viaggiava finì e si trovò in un mondo pieno di colori
in cui tutto era scintillante e colorato.
Che meraviglia!!! Pensò.
Avrebbe voluto davvero poter toccare tutto quel colore e sporcarsi le mani
con esso per una volta.
Ma non poteva!! Non riusciva!!
Vagò in quel mondo ad occhi spalancati ebbra di nostalgia per qualcosa che
non poteva sentire, solo vedere, finché non vide da lontano un colore
meraviglioso mai visto prima.
Un colore che racchiudeva in sé tutti i colori e ne amplificava la bellezza.
Rimase a bocca aperta a contemplarlo per ore.
Sentiva dentro di se un gran desiderio di toccarlo, di annusarlo di sentire se
era freddo o caldo.
Ma il colore stava svanendo e lei non poteva perderlo doveva assolutamente
fare qualcosa.
Lo vedeva sbiadire senza riuscire a far nulla e un gran vuoto si impossessò di
lei.
Decise in quel momento di uscire dal suo palloncino e di vedere quel colore.
Cominciò ad intonare un canto che divenne sempre più alto finchè le pareti
del palloncino si assottigliarono e lei poté uscirne.
Cadde in una pozzanghera di blu e fu subito sommersa da un’onda di rosso.
Intorno a lei colori e colori e ancora colori in tutte le forme.
Toccò il giallo caldo e confortante, il verde le accarezzò la guancia calmo e
rilassato.
Giocò con l’arancione così aperto e socievole e si vestì di viola e azzurro
mentre il rosso le fluiva tra i capelli.
Che gioia infinita!!
Conobbe la morbidezza, la durezza, il caldo e il freddo, sensazioni mai
provate.
Sentì una sensazione strana salire dalla pancia e arrivare fino alle labbra fino
a diventare una magnifica risata.
L’arancione le stava facendo il solletico.
Intorno a lei i colori cominciarono a vibrare e suonare una meravigliosa
melodia.
A quel punto si ricordò del bellissimo colore che aveva visto all’inizio e si
diresse verso di lui, il colore speciale quello che le aveva dato la forza di
uscire dal suo palloncino.
Lui le accarezzò le guance le prese le mani facendole sentire il calore
dell’affetto.
Poi le regalò una rosa bellissima dello stesso suo colore.
La bambina la prese tra le mani.
Una spina la punse e per la prima volta conobbe il dolore.
Ma nulla era così bello come quelle sensazioni bellissime, nulla nemmeno quel
piccolo dolore l’avrebbero distolta dalla sua gioia.
Attraverso quel colore speciale, il colore dei colori, poté rivedere tutti i
posti attraverso cui era passata col suo palloncino e sentire finalmente i
suoni, gli odori, le risate e le grida.
Che meraviglia!
Che cose belle aveva perso.
Ora doveva scegliere se tornare nel palloncino e vivere la vita da lontano o se
viverla da vicino nella gioia e nel dolore.
Salutò il palloncino e s’incamminò verso la vita insieme al colore dei colori.
Aveva scelto di vivere senza barriere aveva scelto le emozioni.
Perché senza emozioni non c’è vita.

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4 thoughts on “LA STORIA DELLA BAMBINA NEL PALLONCINO E DEL COLORE DEI COLORI

  1. compagna di palloncino 🙂

  2. Mi domando se ci riusciamo ad uscire dal palloncino.. basterebbe uscire ad intermittenza.. ma spesso nn si esce proprio secondo me.
    Bella favola.

  3. La società occidentale, più di quella orientale, vive dentro i palloncini. Lo facciamo tutti, indistintamente. Naturalmente qualcuno sceglie di vivere in un palloncino sottile sottile, e più degli altri riesce a percepire il calore e il colore del mondo. Ma deve far fronte a quelli che vivono nei palloncini spessi spessi perché loro sono sostanzialmente invulnerabili. Questo, purtroppo, crea una disparità in termini di investimento di affetti e di valori, e quindi finiamo per essere dei piccoli mondi separati: ognuno nel suo palloncino, più o meno spesso.
    In “Brida”, uno dei libri più belli di Coelho, un mago che sta iniziando una fanciulla alla magia, quando lei gli chiede come fare per incontrare il vero amore evitando le sofferenze e le delusioni, risponde che non c’è modo, perché solo rischiando di può conoscere la felicità. In buona sostanza le dice di bucare il suo rassicurante palloncino e buttarsi nella vita, consumarla a lunghe sorsate, perché con l’amaro non potrà che portare anche il dolce.

    Per riportarla più su piani personali, non faccio fatica ad ammettere che piuttosto che “non sentire”, io preferisco “sentire male”, soffrire, provare dolore. L’assenza di emozioni è in assoluto lo stato che più mi spaventa. E da quando questo modo di affrontare la vita mi appartiene, se sono onesta fino in fondo… devo dire che non c’è dolore che non venga compensato da un piccolo gesto (che attraverso il palloncino non avrei ricevuto), non c’è perdita che non porti un valore aggiunto e una capacità di percepire più acuta. Il mio palloncino è sottile sottile, e qua e là anche strappato. E’ attraverso quegli strappi che godo appieno di piccole cose che la maggior parte delle persone non si accorge di avere avanti ogni santo giorno: non può, perché lo spessore del suo palloncino non glielo consente, ma certamente non rischiano di essere feriti come rischio io.
    Questione di scelte. Io la mia l’ho fatta da tempo.

    Grazie, Stefania, per questo ulteriore spunto di riflessione e di condivisione… Secondo me, il tuo palloncino è di quelli sottili….. 🙂

  4. Dal tuo commento si sente quanto sia sottile il tuo palloncino, soprattutto perchè hai dedicato tempo e parole per donarci un pò di te.
    Ti ringrazio per i tuoi commenti perchè mi aiutano a capire che delle favole scritte per me possono essere spunto anche per gli altri.
    Leggerò Brida non l’ho mai letto, è un consiglio che prendo volentieri.
    Buon viaggio della vita e spero di rincontrarti tra queste o altre righe.

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