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viaggio nelle nostre righe storte

Pagine da gustare

2 commenti

Quando un bel libro parla di cucina  le pagine si vivificano. La ricetta non è più una semplice lista: si imbeve della sensibilità di chi la racconta e ne arricchisce i sapori.

Penso ad esempio all’odorosa cucina spagnola e ai profumi delle pagine di Vásquez Montalbán, solo per citare un caso dei meno conclamati.

Qualche tempo fa ho ricevuto in dono un libro da una persona cara: l’ho gradito sinceramente. Si tratta di “Un filo d’olio” di Simonetta Agnello Hornby.

L’autrice condivide con i lettori una parte della sua infanzia, il periodo di vacanza estiva che trascorreva con la famiglia nella fattoria di Mosè, contrada agrigentina.

Tra i ricordi campeggiano le squisitezze fatte con i prodotti di quella terra e di quella stagione. In appendice sono riportate anche le ricette complete.

Sono molto belle le descrizioni dei rituali culinari delle donne di casa, dove ognuna aveva un ruolo specifico e lo arricchiva con la sua sapienza. Ho trovato originale che accanto alle ricette venga data molta attenzione alle operazioni di pulizia degli utensili e alla cura degli ingredienti.

Questo è un patrimonio femminile che in qualche caso, e per fortuna, si tramanda ancora di madre in figlia.

Al di là di questo apprezzamento un po’ cerebrale, anche se condito da un velo di sentimento, non avevo capito però che per entrare nel suo spirito dovevo provare una ricetta, almeno una!

Perché tanti libri sono da assaporare, come questo.

Ho scelto una delizia che aveva stuzzicato il mio palato: le polpettine di melanzane. Mi sono immersa in quella magica atmosfera siciliana, come se mi trovassi lì.

Ho cercato di seguire le indicazioni, ma ho fatto un po’ per conto mio. Dovevo preparare gli ingredienti in anticipo in poetiche ciotoline: una manciata di prezzemolo e mentuccia tritati, un po’ di mollica di pane, un uovo, un pizzico di sale e uno di pepe, un bicchierino di latte e grana grattugiato a piacere (variazione di testa mia).

Le melanzane (tre di media grandezza) intanto erano già cotte nel forno, e quindi (qui la Hornby lascia spazio all’immaginazione, non dice niente, perché non si tratta di pedissequa ricetta, ma di condivisione) ho tolto la polpa, l’ho fatta freddare.

Poi ho ripreso il libro che mi invitava a strizzare la polpa di melanzane. Ho unito tutti gli ingredienti e ho impastato fino a raggiungere la consistenza desiderata (sicuramente il suo impasto era più sodo del mio, ma ho rimediato mettendo poco latte e un po’ di mollica in più).

Ho formato le polpettine, le ho impanate con il pangrattato (invece della sua farina) per renderle più gradite ai miei bambini e le ho fritte.

Erano davvero buone, ma il gusto migliore per me è stato il prepararle con la protagonista, che mi dava indicazioni e consigli. Io poi aggiungevo i miei modi, magari un po’ sbadati, meno pittoreschi, ma senz’altro specchio del mio stare bene in cucina.

Mi sono divertita, senz’altro ripeterò l’esperimento!

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2 thoughts on “Pagine da gustare

  1. che sorpresa!!!! una dono della domenica per renderla più speciale. Grazie

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