I bambini e gli adolescenti in grafologia.. i bambini

Autore: Mary Muratori

Vi confesso che non sono ferratissima sul mondo della grafia dei bambini che diventano adolescenti.. avrei dovuto fare altri corsi considerato quanto può essere ampio il tema della grafologia.

Prima un po’ di “storia”: all’inizio si disse che la scrittura dei bambini non potesse essere analizzata perché disorganizzata. Ma la prima che dedicò tempo e studi proprio sulla scrittura dei bambini fu la  grafologa Hélène De Gobineau la quale in modo particolare iniziò il percorso sulla grafia dei dislessici. Morta troppo presto, fu lo psichiatra Ajuriaguerra a portare avanti gli studi della De Gobineau e fu lui a creare la così detta “scala di Ajuriaguerra” nella quale si possono trovare gli items tipici dell’età che va dai 5/6 agli 11 anni e che forniscono informazioni relative allo sviluppo motorio, psichico e affettivo del bambino.

Cercherò di fornire tutte le informazioni che sono riuscita a reperire tra gli appunti e le dispense che mi hanno fornito durante il triennio prima del diploma.

La cosa che probabilmente già sapete è che ci sono tre fasi nella vita di una persona prima di arrivare ad avere una scrittura personale:

la prima si definisce fase precalligrafica e ricopre l’età compresa dai 5/6 anni agli 8/9 anni.

La seconda fase è definita fase calligrafica e va dagli 8/9 anni agli 11/12 anni.

L’ultima è definita postcalligrafica e parte dai 12 anni in poi.

Di questo passo ho la “vaga sensazione” che non basterà solo questo di articolo..

Pensate che per poter osservare la scrittura di un bambino occorrono molti più elementi rispetto all’analisi di una grafia di adulto. Per far si che il profilo sia il più possibile vicino alle caratteristiche del bambino, il grafologo ha bisogno tra l’altro, anche delle scritture dei genitori, di eventuali fratelli/sorelle, le abitudini del bimbo e le attività extra scolastiche. Il tutto perché i genitori, in modo particolare, influenzano notevolmente il bambino. Insomma una bella mole di informazioni!

Il grafologo per poter osservare ed analizzare i testi, oltre a dover avere a disposizione più di uno scritto del bimbo, ed anche eventuali disegni,  ha bisogno di prendere in considerazione solamente alcuni generi grafologici:

–         la pressione

–         la dimensione

–         l’inclinazione

–         l’impostazione

–         la direzione

–         la continuità

–         la velocità

–         la forma.

Tutti questi elementi aiuteranno a capire le condizioni psicologiche del piccolo che si sta analizzando. È fondamentale sottolineare che soprattutto in queste fasce di età la scrittura varia e cambia anche nell’arco di sei mesi. Basta semplicemente osservare la sua scrittura all’inizio dell’anno scolastico e dopo sei mesi dall’inizio e noterete che anche visivamente ci saranno degli sviluppi.. insomma i bambini come gli adolescenti più che mai sono l’esempio palese del “work in progress”!!!!!!

Avrete notato che una delle cose più evidenti di quando i bambini scrivono è la pressione. Normalmente la loro pressione è forte e questo rientra nel comune impegno che lo scolaro applica nel forgiare le lettere che la maestra insegna e nel farle nel miglior modo possibile.

È ovvio che la pressione non indica esclusivamente l’impegno, ma anche la vitalità del bambino.

Come sappiamo tutti, la scuola italiana insegna a scrivere di base già con dimensioni abbastanza grandi anche per far sì che i bambini riescano a fare bene le lettere senza essere “costretti” nella dimensione.. piccini, già si deve far fatica a fare un cerchio e una stanga per fare la lettera A, ci manca che gliele insegnano in spazi piccoli!!!

La dimensione delle lettere quindi, nel momento in cui si presentano grandi, sono di ordinaria amministrazione.

Quando scrivono piccolo (e non parliamo di bambini che fanno la prima o la seconda elementare) bisogna riuscire a studiare il motivo per cui scrivono più piccolo della media: per esempio, il bambino tende a scrivere più piccolo delle parole – chiave come per esempio “mamma”: qualora fosse questa la parola che tendono a rimpicciolire rispetto al contesto, potrebbero indicare una forma di contestazione che porta a sminuire la mamma. Tutto “sotto controllo” perché magari possono scrivere la parola mamma più piccola, però se le aste inferiori si presentano gonfie e ritorte verso sinistra, indica attaccamento proprio alla mamma da cui non c’è distacco! Quindi care mamme, non vi “incartate” se notate la parola che vi delinea come ruolo nella vita di vostro figlio, scritto piccolo.. voi conoscete un segreto per capire quanto è attaccato a voi comunque, anche se vi sminuisce!!! J

Per evitare che vi addormentiate o semplicemente perché telenovelas e Beautiful insegnano che le “puntate” creano dipendenza e suspance, scriverò ancora dei bambini nei prossimi giorni.

Non ditemi che non vi avevo avvertito però eh?

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