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LA PRINCIPESSA CHE CHIESE IN PRESTITO I COLORI ALLA LUCE PER FARSI IL SUO VESTITO DA SPOSA.

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C’era una volta in un paese grande grande una principessa molto triste.

Era triste perché nessuno voleva confezionarle l’abito per il suo matrimonio e tutti le dicevano che era brutta e grassa.

Il suo principe vedendola piangere ogni giorno, le si avvicinava con dolcezza e le raccontava la bellezza con cui la vedeva e la luce che da lei emanava.”Tu sei speciale e per me sei bellissima, non dare ascolto a chi ti dice il contrario perché loro non sanno vedere quello che c’è in te”.

Ma lei non riusciva a credere alle sue parole pensava che lui fosse vittima di qualche incantesimo che gli dava un’immagine di lei diversa dalla realtà e si vergognava ogni giorno di più di se stessa pensando che il principe una volta terminata la magia si sarebbe accorto di com’era veramente e l’avrebbe lasciata per sempre.

Passava lunghe ore davanti alla finestra della sua camera ad immaginare il suo abito da sposa, un abito che fosse in grado di renderla bella ma nella sua mente solo il vuoto, come se la fantasia sparisse nel momento in cui doveva immaginarselo.

Un giorno in cui la principessa era più sconsolata che mai guardando dalla finestra vide riflesso nel vetro il suo principe e nei suoi occhi l’immagine che lui aveva di lei.

Era un’immagine bellissima e lei nei suoi occhi era vestita di luce e di arcobaleno.

Rimase profondamente colpita da questa immagine e decise che era davvero così che voleva essere il giorno delle sue nozze.

Voleva vestirsi di luce e di colore.

Ma dove avrebbe trovato quei fili di luce e dove quel manto di colorato?

Decise che l’indomani avrebbe chiesto al sole i suoi raggi e alla pioggia di prestarle l’arcobaleno.

Certo parlare col sole sarebbe stato semplice visto che splendeva ogni giorno fuori dalla sua finestra ma della pioggia erano mesi che non c’era traccia.

“Lo domanderò al sole dove trovarla!” esclamò e finalmente felice si mise a dormire pregustando il suo abito da sposa.

Il giorno seguente si svegliò prima dell’alba e si mise alla finestra in attesa che il sole sorgesse.

Quando vide che i primi raggi cominciavano a far capolino dal buio e che un rosa pallido squarciava il nero aprì la finestra e cominciò a chiamare il sole con tutta la voce che aveva.

Il sole da lontano le rispose che era occupato e che sarebbe tornato da lei alla fine della giornata, quando la notte gli avrebbe dato il cambio.

La principessa passò la giornata in ansia sperando che le ore passassero veloci e che arrivasse presto il momento del suo incontro col sole.

E finalmente l’ultimo raggio rosso lasciò il posto al giallo della luna ma del sole nessuna notizia.

La principessa era scoraggiata e pensò di provare a chiamare di nuovo il sole, magari si era dimenticato di lei, e così fece.

A un certo punto vide avvicinarsi un’enorme sfera grigiastra dal viso rugoso e stanco.

Era il sole!

La principessa spaventata gli chiese cosa era successo, come mai era ridotto in quello stato e il sole le rispose che ogni sera  dopo il tramonto il suo aspetto era quello.

Tutta la luce della mattina serviva per illuminare il mondo e solo una buona dormita lo avrebbe rifornito di nuovi raggi per il giorno seguente ma negli ultimi mesi era così stanco, aveva lavorato più del dovuto e aveva davvero bisogno di un po’ di riposo, “Speriamo che pioggia decida di tornare al lavoro domani e di darmi il cambio” disse.

“Ma tu principessa perché mi hai chiamato?”

La principessa intimorita gli espose il suo bisogno.

“Mille fili di luce per tessere il mio abito da sposa.” Disse.

Il sole la guardava incuriosito e quando lei ebbe terminato di parlare, con fare paterno le disse che non poteva darle i suoi raggi.

 

“Perché?” esclamò la principessa.

Allora il sole le raccontò la sua storia:

“Io illumino ogni giorno tutto il mondo, i raggi della mia luce servono per la gente che mi aspetta nelle varie parti della terra per cominciare al mio arrivo tutte le attività.

La mia luce nasce dai semi dell’amore che raccolgo in giro per il mondo e questi semi la notte germogliano e diventano fiori di luce. Io non posso donarteli principessa perché su di te non emetterebbero luce perché questa è la mia luce. Tu devi trovare la tua. Ma una cosa voglio dirtela, il giorno del tuo matrimonio anche se vestita di stracci o di sacchi sarai così luminosa che io al confronto sarò pallido. Rifletti su quello che ti ho detto.”

Ma la principessa non aveva ben capito le parole del sole. Pensava che volesse solo consolarla e oltre tutto non gli aveva chiesto nemmeno dove poteva trovare la pioggia.

Triste andò a dormire pensando che il matrimonio si avvicinava e lei non aveva ancora l’abito da sposa.

Il giorno seguente si svegliò al ticchettio della pioggia sulla sua finestra.

Un lieve sorriso rischiarò la sua malinconia. Poteva parlare con la pioggia e magari la pioggia le avrebbe prestato l’arcobaleno.

Aprì la finestra e depositò nel vento la sua richiesta.

La pioggia le rimandò l’eco della sua risposta:

“Mi dispiace principessa ma non posso prestarti l’arcobaleno. Lui è il frutto dell’unione tra i raggi del sole e i miei riflessi e non può apparire in nessun’altro modo. Ma ricordati principessa anche se vestita di stracci se il giorno delle tue nozze avrai l’amore nel cuore una miriade di colori ti avvolgeranno.”

 

La principessa si sentiva confusa non sapeva più cosa fare. Il suo sogno era svanito ma nel cuore le risuonavano le parole del sole e della pioggia.

Decise così di cucirsi da sola il suo abito. Qualunque cosa sarebbe andata bene e quindi anche un abito semplice.

Si mise al lavoro e cucì giorno e notte col cuore gonfio di amore per il suo principe e augurandosi che se di magia si trattava non svanisse mai.

Cuciva con l’immagine dei suoi occhi dolci davanti e ogni punto sulla stoffa era come un punto di unione con lui.

Arrivò così il giorno del matrimonio.

La principessa prese il suo abito, terminato la notte precedente e sconsolata lo indossò pensando che era un abito davvero brutto.

Non volle nemmeno guardarsi allo specchio ma memore delle parole della pioggia si concentrò sul suo amore per il principe che l’attendeva davanti all’altare.

Aveva ricamato le parole che lui le ripeteva sempre nella fodera dell’abito “Solo uniti saremo una cosa sola”.

Uscì dalla stanza mentre un bellissimo arcobaleno riempiva il cielo e mille raggi di luce si diffondevano tutt’intorno.

Era arrivato il momento tanto atteso.

La principessa si fece coraggio e al braccio del re suo padre varcò la soglia della chiesa.

I suoi occhi si calamitarono in quelli del principe e da quel momento non vide null’altro solo miriadi di minuscoli granelli di luce intorno a loro che danzavano sulla scia di un arcobaleno.

Quello che vedeva era dentro di lei e negli occhi di lui.

Finalmente aveva capito cosa intendevano il sole e la pioggia.

La luce del cuore, la luce dell’amore è più forte e più colorata di qualsiasi altra cosa e ci fa vedere tutto ciò che chi non ha purezza non vede.

Se c’è l’amore ad unire due persone nulla altro serve.

Il principe e la principessa si sposarono e vissero felici e contenti.

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