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viaggio nelle nostre righe storte

La saggezza di cambiare idea

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Vi è mai capitato di cambiare idea? L’edificio di una convinzione scricchiola, crolla e lascia un vuoto da colmare. Questa demolizione fa emergere le vere certezze e dona una grande opportunità di saggezza. Dobbiamo accogliere sempre i buoni (e i cattivi) cambiamenti.

Ecco qualche esempio…

Ho sempre pensato che i gatti fossero animali molto schivi ed egoisti.  Si lisciano il pelo, provvedono al cibo e ti considerano solo in funzione dei loro bisogni.  Ma mi sbagliavo.

Anni fa avevamo una gatta molto vecchia, che gironzolava nei dintorni e ogni tanto spariva per qualche giorno, poi tornava. Un giorno è scomparsa definitivamente. Mi hanno detto che probabilmente è andata a morire lontano, come se avesse una dignità da difendere. Ci sono rimasta di stucco.

Gatto

Al suo posto un’altra micia ha preso possesso del mio giardino: si sdraia al sole, si mette sul davanzale e ti guarda fissa, coi suoi occhi d’oro che parlano una lingua tutta speciale, impastata di tenerezza. Chiede carezze, fa le fusa, ma dà anche tanta dolcezza. Così ho cambiato idea, non è vero che i gatti sono tutti egoisti e non è vero che non ti danno nulla.

Sono sempre stata convinta che la letteratura anglosassone dei famosi bestseller fosse roba di secondo ordine,  un po’ per ignoranza e un po’ per preconcetto. Poi una mia amica mi ha suggerito di leggere “I pilastri della terra” di Ken Follett. Al di là delle qualità letterarie è stata una avventura avvincente, che mi ha succhiato nottate intere. Anche qui avevo sbagliato e mi è stata data l’opportunità di cambiare idea.

Spesso crescendo si acquisisce una sicurezza incrollabile nelle proprie convinzioni, si perde l’elasticità del pensiero ed è un vero peccato, perché significa perdere tante occasioni.

Faccio appello al dizionario Treccani e leggo: “ricrédere v. intr. [comp. di ri- e credere]  – 1. raro. Credere di nuovo, tornare a credere. 2. Con la particella pron., ricredersi, mutare opinione riguardo a qualcuno o a qualche cosa, convincersi d’essersi ingannato […]”

Il termine stesso porta in sé il significato di una nuova opportunità che ti consente (a volte) di uscire da un inganno. Le sentenze scolpite sul marmo della nostra testa sono spesso ingannevoli, perché ci fanno salire su un piedistallo lontano dalla realtà, anche nelle semplici convinzioni quotidiane.

E quando capita con le persone è incommensurabile il tesoro che perdiamo.

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