I DONI

I doni della vita sono sono scritti nel cielo stellato…..

 

 

 

 

C’era una volta, quando ancora la terra era in fase di creazione, un posto bellissimo dove venivano distribuiti i doni necessari per la vita futura del nostro pianeta.

Erano stati creati i campi, gli alberi e l’acqua anche l’uomo era stato creato e la donna CON a lui.

Insieme avevavo dato vita ad un piccolo angolo di Paradiso dove tra alberi di ulivo e melograno scoprivano le meraviglie della vita.

Giocavano e imparavano a conoscersi e a comprendere le differenze con cui erano stati creati e guardando il cielo sognavano di poter conoscere altri esseri come loro.

La donna diceva all’uomo che sarebbe stato bello se la notte avesse avuto delle piccole luci ad illuminarla e si chiedeva se nel posto dove venivano distribuiti i doni si potesse chiedere una tal cosa. Ciò gli avrebbe permesso di parlarsi e vedersi anche di notte.

L’uomo invece si chiedeva se loro erano gli unici in quel posto o se esistevano altri esseri come loro.

Un giorno bellissimo di luce in cui il vento disegnava tra gli alberi una tessitura di piccole ombre in movimento, si presero per mano e andarano laddove si distribuivano i doni, volevano chiedere anche loro qualcosa al Signore.

Era un luogo ricco di vegetazione con uno stagno meraviglioso ricolmo di un’acqua così trasparente e limpida che sembrava di cristallo.

Nello stagno nuotavano ogni varietà di pesci come mai nessuno si potrà immaginare.

I due si misero ad osservarli e si accorsero che i pesci si riproducevano e che deponevano minuscole uova che poi divenivano girini per poi evolversi e trasformarsi in adulti bellissimi e colorati.

“Chissà se anche noi abbiamo il dono di riprodurci come fanno i pesci?” disse la donna.

“Chiediamo al Signore dei doni e delle cose se ci regala questa possibilità” le disse l’uomo. E così fecero.

Alzarono gli occhi al cielo e dissero:

Signore dei doni e delle cose noi vorremmo sapere se anche noi possiamo moltiplicarci e moltiplicare l’amore che ci unisce così come vediamo fare alle altre specie”.

Il Signore delle dei doni e delle cose così gli rispose:

“Voi siete due ma l’amore vi rende un unico essere.

Ognuno di voi possiede dentro di sé una gemma.

Dall’unione delle vostre gemme nascerà un altro essere che sarà tutt’uno con la donna per il periodo che gli servirà per crescere e poi diventerà un essere unico e distinto da voi ma unito a voi dalle gemme che gli avete donato e che porterà sempre dentro di sé.”

“E come dobbiamo fare?” chiese la donna.

“L’uomo darà alla donnna la gemma sita dentro di sé e la donna unirà la sua gemma a quella dell’uomo e la custodirà nel suo corpo.

Dall’unione, dopo 9 mesi di attesa, in cui voi due vedrete il corpo della donna adattarsi alla nuova forma di vita, giungerà un dono. Ma ricordate non è cosa semplice, affinchè lil nuovo essere si sviluppi e nasca dovrete nutrirlo col vostro amore e superare le prove e le difficoltà che incontrerete nei 9 mesi ma soprattutto la donna dovrà accettare il dolore con cui il vostro dono verrà alla luce e l’uomo sostenerla in ogni momento. Se farete questo, grande sarà la vostra felicità. ” Disse il Signore dei doni e delle cose.

 

E i due così fecero e trascorsero nove mesi a guardare con meraviglia i cambiamenti che avvenivano nel corpo della donna ma anche dentro di loro poiché ora si sentivano ancora più uniti e tesi al benessere del dono che custodiva nel grembo la donna.

Alla fine dei 9 mesi con fatica e dolore ma anche con amore, venne alla luce un bimbo meraviglioso.

I due furono felici come mai lo erano stati e si sentivano così uniti a quel bimbo che univa le loro individualità.

Allora lo portarono al Signore dei doni e delle cose affinchè lo vedesse e gli spiegasse come nutrire quel bimbo così piccolo, non potevano certo dargli i frutti del bosco.

Il Signore allora vedendoli li chiamò famiglia e disse:

“Ora il frutto del vostro amore è vostra resposabilità, amatelo e curatelo sempre, presto anche lui ricambiarà il vostro sentimento.

Donerò a te donna un’altra gemma belllissima che custodirai nel tuo seno è un bene preziosissimo che da vita alle cose e contiene in sé il nutrimento universale, custodiscilo e dallo al tuo bimbo ogni volta che te ne chiederà, questo liquido di vita lo renderà forte e grande.”

La donna così fece e dal suo seno cominciò a sgorgare un liquido luminoso con cui nutriva il suo bimbo e lo chiamò latte.

Accadde che una notte mentre lo allattava guardando il cielo nero e privo di luci il bimbo si staccò dal seno e il liquido prezioso schizzò verso il cielo nero.

Da quella notte il cielo notturno si costellò di mille luci bianche e di una via che venne poi chiamata lattea che  indicava dove si trovava il luogo da cui era nata e l’importanza di quel semplice liquido bianco così pieno di vita.

Quel liquido era la vita e anche la luce. Basta guardare le stelle per ricordarsene.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: