IL TAPPETO DELLE DONNE

Il valore dell’unione è la forza delle donne.

 

Esisteva, tanto tempo fa, un grande tappeto che si narra fosse stato tessuto da tutte le donne della terra.

Si tramandavano i fili con cui tesserlo perché si diceva che finché fosse stato tessuto, di madre in figlia e di donna in donna, l’equilibrio sulla terra sarebbe stato stabile.

Ogni donna a 13 anni riceveva, dalla madre o dalla zio o da una donna a lei cara, una matassa di filo, le indicazioni per raggiungere il tappeto e le istruzioni per tesserlo. Appena finiva la matassa la ragazzina tornava a casa sua.

Vi chiederete ma se era tessuto da tutte le donne della terra come lo si poteva raggiungere?

Il tappeto esisteva in una dimensione diversa dalla nostra; alla quale, per accedere, le bambine chiudendo gli occhi e tenendo la matassa di filo sul cuore dovevano ripetere per 3 volte :”Filo della vita. Equilibrio della trama”.

Vi chiederete cosa era rappresentato sul tappeto? Nessuna sapeva dirlo, forse nessuna lo sapeva.

Eh si perché ad un certo punto la tradizione del tappeto si è interrotta  e quel poco che ne sappiamo ci arriva dai racconti delle vecchie a cui le loro nonne lo hanno raccontato fino a che non si è perso del tutto.

Un giorno però una bambina di dieci o forse undici anni trovò per strada un lungo filo rosso. Era una bambina molto curiosa e tornando dalla scuola guardava sempre in terra alla ricerca di un piccolo tesoro da riporre nelle sue scatoline magiche.

Quando vide il filo non ci penso due volte e lo raccolse o meglio raccolse l’inizio di un filo che sembrava non avere fine.

Arrotola che ti arrotola si cominciò a formare una piccola matassa e ormai stufa si avvide che il filo continuava  nel portone di casa sua.

Arrotolò ancora e ancora fino ad arrivare davanti alla sua porta. Entrò e il filo terminava proprio nella gonna di sua mamma che in quel momento accortasi di lui lo stava spezzando.

La bimba concluse la sua matassa e la nascose in una delle sue scatole sotto il letto.

La scatola rimase chiusa fino al giorno che la ragazzina compì 13 anni. Quel giorno mentre si inchinava per allacciarsi le scarpe vide la sua scatola rovesciata e la matassa srotolata in terra. Si ricordò di quel filo rosso così strano e lungo e lo prese per riavvolgerlo.

Ma nel farlo se lo portò al cuore e antiche parole le scaturirono dalla bocca.

Filo della vita . Equilibrio della trama”.

Si trovò all’istante in un posto che sembrava sospeso, adagiata su un enorme tappeto dai bordi sfilacciati. Era così grande che non riuscì a vedere cosa rappresentasse ma sembrava composto da fili dalle mille sfumature. Non sapeva cosa fare, lì nel mezzo di questo posto incantato, dove il cielo era sopra e sotto di lei. Si sedette sul tappeto e pianse impaurita.

Come nella favola di Cenerentola anche qui comparve una fata o forse sarebbe meglio dire una maga-guardiana perché è così che si presentò.

Lo stupore fu grande perché seduta dinanzi a lei stava una donna dall’età indefinita bella e brutta allo stesso tempo, con abiti sfarzosi e stracci, i capelli pettinati e spettinati.

La donna disse:

Eccoti finalmente, ho atteso secoli che qualcuna raccogliesse il mio filo ma mai nessuna ha avuto la curiosità o il coraggio di farlo. Benvenuta, tu avrai l’onore di continuare a mantenere l’equilibrio e di tramandare il tuo filo della vita”.

Che significa?” chiese la ragazzina.

Significa che ti trovi sul tappeto delle donne.

Per secoli le donne lo hanno tessuto con la loro magia, la loro sapienza e i loro doni, lo hanno tessuto insieme, lavorando operose e unite. Poi un giorno hanno dimenticato cosa fosse racchiuso nel loro scrigno interiore e hanno rivolto tutto all’esterno.

Hanno dimenticato l’uso delle mani, messaggere arcaiche di antichi saperi, dal curare all’accudire, dal preparare al creare e il filo è scomparso.

Il tappeto è rimasto sospeso e l’equilibrio si è perso. Ho tentato di riannodare i fili ma i miei sforzi sono stati vani. Come guardiana del tappeto sacro dovevo trovare il modo di ricondurvi qui. Ho messo fili sulla strada di molte donne, per secoli, fino a che non lo hai raccolto tu. Ma non avevi ancora l’età giusta e ho dovuto attendere i tuoi 13 anni per portarti qui.

Ora sei qui , il filo ha risvegliato la tua parte addormentata e ti ha svelato la via per giungere in questo luogo.

Che devo fare ora?” chiese la ragazzina.

Le tua mani ti guideranno, loro sanno cosa fare, la loro sapienza è antica e in esse c’è il segreto che unisce le donne le une alle altre”.

La ragazzina prese il filo tra le mani e lo dipanò, sentì forte dentro di se che quel filo doveva annodarsi agli altri per fare un’unica trama.

Nodo dopo nodo vedeva la storia delle donne che prima di lei avevano compiuto quel gesto.

Donne in grado di cucinare cibi pieni di anima o di cucire abiti da favola, donne semplici ma speciali, donne arrabbiate ma piene di sogni, donne di ogni tipo con grandi e piccoli doni per la vita.

Quando annodò l’ultimo filo, dinanzi a lei, apparve la visione dall’alto del tappeto.

Allora era vero, ogni donna, nei tempi che furono aveva visto cosa rappresentava, nessuno però lo aveva svelato.

La ragazzina sgranò gli occhi perché  dinanzi a lei apparve l’immagine di una meravigliosa Madre divina o Matre Amma, o Madonna o Madre terra o Devi o…mille possono essere i nomi che le si possono dare  come mille sono i colori che la compongono, infinite le donne  che la rappresentano.

Anche tu lo sei! Cerca il tuo filo e tessi la tua trama ma poi annoda l’ultimo capo del filo a quello di altre donne affinché la magia non finisca mai.

E la storia finisce qui perché da allora alcune donne tramandano questa tradizione e altre non ne vogliono sapere.

 L’importante è che ci sia equilibrio nel mondo. Questo lo dobbiamo alla donne coraggiose che continuano ad  annodare il tappeto della vita.

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