e ora continua tu…

Il potere delle favole o delle parole è infinito. Al piccolo laboratorio “Tra segno e disegno” ho assistito ad una piccola magia.

Abbiamo letto un favola e poi chiesto ai presenti di scriverne il finale .

Loro nel frattempo avevano disegnato e interpretato delle parole chiave.
Ogni finale conteneva, in piccolo, una fotografia della persona che lo aveva scritto ed esprimeva la sua personalità e le caratteristiche emerse dai disegni.

È stato bellissimo lo svelarsi di tutto ciò davanti ai miei occhi. Eravamo li per un laboratorio di grafologia, quindi impegnate sui disegni e sulla scrittura e invece la fantasia e la creatività mi hanno spiazzato e dato il biglietto da visita di ognuno.

Ora tocca a voi.

Ecco la favola:

C’era una volta un ALBERO magico che viveva nel fitto di un bosco incantato.

Molti uomini e donne avevano prvato a cercarlo ma nessuno mai era riuscito nell’impresa.

Si raccontava che chiunque lo avesse trovato sarebbe diventato un principe o una principessa e che la sua CASA si sarebbe trasformata in un castello sfarzoso.

A guardia dell’albero c’era un serpente enorme e minaccioso che non permetteva a nessuno di avvicinarlo e tanto meno di entrare nel bosco incantato.

Un giorno passò di là una DONNA o forse un UOMO nessuno lo sa di preciso. Forse c’erano entrambe.

Si trovò da quelle parti per caso e dovendo fare legna per la sua FAMIGLIA decise di entrare nel bosco.

Ora qui la storia si fa misteriosa alcuni dicono che la donna  portasse al collo una collana di vetro che col riflesso del sole accecò il serpente che ferito si ritirò nella sua tana.

Altri invece dicono che l’uomo sconfisse il serpente con giochi di magia e indovinelli e riuscì a ingannarlo e a passare.

La donna o l’uomo raccolsero la legna e mano mano si avvicinò all’albero di cui non conoscevano nemmeno l’esistenza.

Aveva sete e vide che un meraviglioso ruscello d’ACQUA si dipanava intorno ad un albero nodoso e vecchio così secco che sembrava assetato. La donna o l’uomo bevve dal ruscello e poi prese  un po’ d’acqua nel cavo delle mani e la mise sulla terra intorno all’albero. Il serpente, intanto, ripresosi dall’accecamento momentaneo era alla ricerca del suo feritore. Lo trovo intento ad abbeverare l’albero magico.

Ora continua tu……

Alla prossima con qualche finale….

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