Il ghiaccio e il fuoco

Gli opposti come unione.

 

Esisteva nella terra dell’acqua un guerriero bianco che tutti chiamavano il Principe di ghiaccio.

La sua armatura era bianca come la neve e i suoi occhi mandavano i bagliori azzurri del ghiaccio.

Aveva capelli color dell’oro, arrotolati in piccoli anelli che gli incorniciavano un viso di una bellezza intensa.

Il principe amava i suoi ghiacci e correva su di essi in groppa al suo splendido cavallo alla ricerca di nuovi posti da scoprire.

Un giorno, in un buco nel ghiaccio, trovò un coniglio bianco come la sua armatura e dagli occhi blu come i suoi.

Non era abituato a vedere animali intorno a lui poiché viveva nel ghiaccio sconfinato.

Quel coniglio lo guardava e poi guardava verso sud finché non cominciò la sua corsa.

Il principe prese a seguire il coniglio.

Corsero per ore ed ore e il paesaggio nel frattempo mutava il suo aspetto. Dal bianco passò al grigio del ghiaccio sciolto e poi dal grigio al marrone della terra e poi a quello verde dei boschi.

Ad un certo punto la folle corsa del coniglio si fermò all’interno di una fitta boscaglia, ai piedi di un monte bucato, al centro del quale, tra il fumo della vetta, si ergeva un castello rosso fiamma imponente e maestoso.

Il principe, abituato al bianco opalescente delle sue terre, faceva fatica a vedere ciò che lo circondava e le forze gli venivano meno. La corsa lo aveva spossato e ora  tutta la fatica si faceva sentire.

Si accasciò ai piedi di un albero brullo e arido ma non era un albero qualunque era enorme, con un tronco gigantesco e lunghi e nodosi rami che si allungarono per proteggere il sonno del principe del ghiaccio.

Quando si svegliò si ritrovò in un letto dalle coperte blu, morbido e profumato. Ad attendere il suo risveglio c’era un uomo dai lunghi capelli neri come il carbone, gli occhi marroni come la terra bagnata e la pelle color dell’ambra.

Indossava un abito rosso fuoco e oro.

Si presentò come il principe del fuoco, signore del fuoco e dei vulcani. Il principe del ghiaccio si alzò e si presentò.

Riconobbe sul petto del principe del fuoco un medaglione identico al suo, un cerchio al cui interno era disegnata una spirale. La sua era blu quella dell’altro era rossa. Dietro entrambi i medaglioni c’era una scritta. Nella sua c’era scritto “Nel rosso troverai il blu” nell’altra c’era scritto “Nel blu troverai il rosso”. Non ne avevano mai compreso il significato. Entrambi l’avevano dalla nascita.

I due medaglioni erano complementari si incastravano perfettamente uno nell’altro. Provarono ad unirli e una luce abbagliante li travolse e li portò via.

Si ritrovarono nel cuore del vulcano, in una caverna da cui si percepiva il calore del magma poco distante. Una fiammella si staccò dal fuoco e andò verso di loro, si divise e spinse i due lontano.

Il principe del fuoco fu scagliato nella terra del ghiaccio e dell’acqua.

Il principe del ghiaccio fu scagliato nelle profondità del vulcano. Una voce disse ad entrambi: “Trovate il cuore sepolto e unirete ciò che è diviso”.

Il principe di ghiaccio cominciò a perlustrare i cunicoli del vulcano e man mano che avanzava si trovò attorniato da affreschi variopinti che raccontavano la storia di due terre che l’unione tra il re del fuoco e la regina dei ghiacci avevano riunito. Erano diventate un tutt’uno.

L’acqua spegneva gli eccessi del fuoco e gli incendi nei boschi. Il ghiaccio manteneva il cibo e tratteneva l’acqua.

Il fuoco riscaldava nelle notti fredde, cuoceva i cibi  e veniva usato per le cerimonie.

La terra dava frutti e fiori era pascolo per gli animali e casa per gli uomini.

Ai due regnanti nacquero due gemelli uno bianco come la neve  e l’altro con lo sguardo della terra.

Poi gli affreschi sbiadivano si vedevano lotte tra i due popoli per la supremazia e alla fine una linea lunga e nera che divideva i due gemelli.

Uno nella terra del ghiaccio con la madre e l’altro nella terra del fuoco con il padre.

Nel frattempo anche il principe del fuoco leggeva la sua storia sugli affreschi dipinti nelle grotte marine del paese del ghiaccio.

Lacrime sgorgarono su entrambi i volti e si riunirono ai loro piedi dove divennero due piccoli cuori uno blu e uno rosso.

Lo raccolsero e tutti e due si misero a correre per raggiungere l’altro e raccontargli ciò che avevano visto.

Si incontrarono nel punto dove il ghiaccio diventa fiume e la terra da vita ai boschi. Li si scambiarono il cuore e premendolo ognuno sul petto dell’altro operarono l’unione di due mondi.

Sul petto bianco del principe dei ghiacci comparve un cuore rosso pulsante mentre gli occhi profondi del principe del fuoco divennero blu.

La terra si riunì non più solo ghiaccio ed acqua da una parte ma il calore del fuoco creò paesaggi con fiumi, laghi ed erbe verdi e rigogliose nutrite dall’acqua.

I ghiacci si ritirarono sulle vette delle montagne e ai due poli opposti della terra. Nuovi animali la popolarono e i popoli si evolsero. Il fuoco dei vulcani si placò e si ritirò nelle viscere della terra.

La terra nutrita dall’acqua divenne fertile e rigogliosa e foreste e boschi esplosero nella loro bellezza.

All’unisono grida di giubilo si udirono da ogni punto della terra. L’unione tra i due regni si era conclusa e un sole grande e imperioso si erse per benedire quella nuova era in cui gli opposti si sono uniti e hanno creato il mondo.

E i due principi?

Si sono uniti alla gente nel canto più bello del mondo, il canto della vita.

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