Emozioni sulla presentazione del mondo grafologico..

Buongiorno!!!!

Sicuramente sarete stati attenti e vigili e, oltre a notare che il blog ha avuto un arresto (cardiaco!! 🙂 ), avrete sicuramente notato che ieri, per mia grande gioia e soddisfazione, ho realizzato la mia prima presentazione sul mondo della grafologia.

Esperienza fantastica e da ripetere (spero presto!) perché gli spunti avuti sono stati tanti e tutti molto interessanti e, visto che ho fatto la lettura dell’aura e mi è stato detto che il mio colore, dal gomito alle mani, è verde (generosità a gogo!!), sono pronta a condividere con voi le domande e le risposte che si sono create durante la presentazione.

Naturalmente non ci sarà un solo articolo (non potrebbe definirsi tale, ma assomiglierebbe di più a un tomo pesantissimo), perché le domande che mi sono state poste sono state diverse e anche di commenti ne ho recepiti parecchi.

Una delle domande che mi è stata fatta è: “si può capire dalla scrittura se si tratta di un uomo o una donna?”.

La mia risposta personale è stata “Ni” e vado a spiegare: nei vari articoli fatti, una delle cose che ho scritto è stata “normalmente la scrittura femminile tende ad essere più rotonda ed accogliente con più curve, grande, mentre la grafia maschile si presenta di norma più angolosa, rigida, piccola”. È altrettanto vero però, che ho elaborato un articolo su Jung e la scrittura Anima e Animus.

Da qui quindi, il mio “ni” alla domanda. È vero che ci sono scritture clamorosamente “femminili” gonfie, rotonde, curve, con segni vezzosi, narcisiste. Esattamente come ci sono scritture inconfutabilmente “maschili”. Ma noi esseri umani difficilmente siamo o completamente bianchi o completamente neri.

Come i profumi: normalmente i profumi dolci si associano e creano attrazione nelle donne e profumi acri attirano l’olfatto maschile. Ma questa “statistica generale” non fa giustizia nei confronti di tutti coloro che non amano profumi acri e non sono attratti da profumi decisamente dolci (io per esempio preferisco profumi maschili 🙂 ma lo so.. non sono normale!!). Facendo una trasposizione dei profumi sulla grafia, la teoria è presto tratta: la scrittura maschile può avere elementi femminili senza per questo inficiare sulla “mascolinità” dell’individuo così come una scrittura femminile può avere un aspetto angoloso duro e rigido non togliendo il lato femminile.

Per questo il grafologo nel dover fare un’analisi ha necessariamente bisogno di avere informazioni sul sesso dello scrivente. Anche semplicemente per cogliere gli aspetti sensibili eventualmente presenti in un uomo e cogliere la capacità decisionale e da leader in una donna.

Da questa domanda ne è presto scaturita un’altra: “quindi gli omosessuali hanno scritture tonde e accoglienti?”. Purtroppo non conosco molte persone che hanno fatto una scelta sessuale diversa dalla mia, ma posso comunque dare una mia opinione avendo avuto la fortuna di conoscere un ragazzo e una ragazza che hanno rispettivamente un compagno e una compagna.

Non voglio essere saccente né parlare di argomenti di cui non sono particolarmente preparata, so che, come in tutti i rapporti, c’è una scelta di ruoli all’interno della relazione e questo forse (e sottolineo “forse”) può in qualche modo influenzare anche la grafia. Parlando di questi due esempi che ho avuto sotto gli occhi, vi posso dire che osservando la scrittura del ragazzo, questa appariva con evidenti segni femminili, mentre la scrittura della ragazza era piccola, angolosa molto “inchiostrata”.

Niente panico!!! Non è una regola che se il vostro compagno/a ha una scrittura come su detto sia per forza di cose attratto da persone del suo stesso sesso.

Una cosa che io personalmente ho dedotto è che in grafologia bisogna essere cauti sulle “generalizzazioni”. Nonostante i notevoli ed autorevoli studi su com’è la scrittura di un serial killer, per esempio, o di ragazze anoressiche o altre tipologie, io parto dal presupposto che seppure si riscontrano segni evidenti che accomunano le grafie dei serial killer, non si può sostenere che trovando quegli stessi segni nella grafia di un individuo “comune”, indiscutibilmente quel soggetto è o sarà prossimo a compiere omicidi seriali.

Come il detto “una rondine non fa primavera e le grafie non “catalogano” gli individui”. 🙂

A rileggerci al prossimo articolo!

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