tralerighenoi

viaggio nelle nostre righe storte


Lascia un commento

Rumori di passi

image

Dipingere sul muro!! Un sogno di bambina che si realizza.
I sogni hanno le scarpe e camminano, camminano, finché non incontrano una mano che li realizza. Eccola qua, la mano di un bambino che nella sua, oltre al pennello, tiene anche la mano di una bimba, ormai grande. Aldilà della bellezza della realizzazione,) devo dire che dipingere sui muri è complesso e faticoso e richiede pazienza, soprattutto per la posizione da tenere mentre si dipinge.
Seguite i vostri sogni e se ascoltate un rumore di passi be quelli sono i vostri sogni.


Lascia un commento

La stella

cuore

  C’era una volta una bambina nel deserto. Si era persa mentre con una carovana, attraversava le distese di sabbia gialla. Si era allontanata per scivolare sui lunghi pendii sabbiosi, da sola, lei stava sempre da sola e aveva perso l’orientamento. La sua carovana non c’era più. Girava lo sguardo da ogni dove. Dove avrebbe dormito? E l’acqua? Come avrebbe fatto senza acqua? La notte stava arrivando e con essa il gelo. La bambina era sola e dispersa nel deserto. Decise di scavare una buca e di mettercisi dentro, ricoprendosi con la sabbia, come se fosse una coperta. Ma non riusciva a dormire, la paura la teneva sveglia e nel cielo non c’era nemmeno una stella ad illuminare il buio. La luna offuscata era seminascosta dalle nuvole. Chiuse gli occhi e pensò intensamente alle cose più belle che le erano accadute. Ma non funzionava. Allora cominciò a pregare. Chi? Cosa? Qualcuno. Nessuno le aveva insegnato la preghiera ma sapeva che esisteva la luce oltre quel buio e che quella luce poteva aiutarla. Le apparve, negli occhi chiusi, un cavaliere che le sorrideva con un sorriso dolce, vero e rassicurante. Un sorriso così luminoso che ne nacque una stella. Il cavaliere prese la stella nella mano e gliela porse e poi scomparve. Quando la bambina riaprì gli occhi vide in cielo una unica luminosissima stella che le sorrideva dall’alto. Si ricordò della storia dei Re Magi e del sorriso del cavaliere e decise di seguirla. Camminò e camminò in direzione della stella finchè non arrivò l’alba a portarla via. Ma la stella l’aveva portata vicino ad un’oasi. In lontananza vide palme, uomini, la vita. Era salva. Quel sorriso l’aveva salvata, quella stella, quella preghiera. Mentre camminava verso l’oasi continuava a ripetere grazie, grazie, grazie e decise che dal quel momento in poi avrebbe regalato i suoi sorrisi a chiunque avesse incontrato e avrebbe insegnato a tutti a fare altrettanto. Perchè un sorriso può essere per qualcuno una stella che indica la via e che gli salva la vita.

In ogni sorriso c’è un cuore e una stella da donare e da accogliere.


Lascia un commento

Le parentesi tonde!

C’era una volta, una frase che viveva tra due parentesi tonde. Si sentiva stretta, tra quelle due parentesi, perché nessuno le dava importanza. Tutti leggevano le frasi prima e dopo ma nessuno si soffermava su quella tra parentesi perché le parentesi, a suo dire, rendevano la frase di poco conto, quasi invisibile.

DSCN3136

La frase si dispiaceva molto di questo. Pensava :”Se fossi tra due parentesi quadre o graffe sicuramente mi vedrebbero, sono così belle e decorate, invece queste parentesi tonde sono così banali, mi rendono invisibile. Uffa!” Ma la piccola frase, pur se molto dispiaciuta, non faceva nulla per uscire dalle sue parentesi.

La piccola frase era parte di una favola, una favola che parlava di principi e principesse draghi e castelli, un po’ come tutte le favole, insomma. La favola era parte di un libro bellissimo,oro e rosso di grande prestigio e viveva in una biblioteca immensa, dove ogni giorno milioni di persone venivano a cercare il loro libro.

Il libro di fiabe era sfogliato e letto molto spesso e la frase vedeva occhietti attenti e stupiti che scorrevano quelle pagine con meraviglia e attesa. Ma mai nessuno leggeva lei, o almeno cosi le sembrava. Lei aspirava a grandi onori e prestigi, forse voleva essere la favola stessa!

 

Un giorno stufa di tutto ciò decise di forzare le sue parentesi e uscire da esse affinchè tutti la potessero vedere. Con tutte le sue forze, spinse di qua e di là finchè le due parentesi non caddero giù dalla riga e andarono a finire vicino ad una virgola nella riga di sotto.

La frase era davvero molto felice, ora si che tutti si sarebbero accorti di lei e tronfia e spavalda attese il lieto evento.

Ma, la frase, senza la parentesi, non aveva più posto all’interno del periodo e rendeva la frase senza senso e dava alla storia un che di strano e confuso.

I bambini che leggevano quella favola, quando arrivavano alla nostra frase, perdevano il filo e scontenti giravano l pagina e ne iniziavano un’altra.

Triste e sconsolata, la frase si pentì di ciò che aveva fatto perché ora invece di leggerla, come lei sperava, i bambini erano tentati di cancellarla con una penna.

Un giorno, un bambino saccente e studioso, capitò su quel libro di favole così bello e quando arrivò alla nostra frase, prese una penna e la racchiuse la nostra frase tra due parentesi tonde e contento continuò la sua lettura. Ora le cose avevano ripreso il loro ordine. La frase aveva il suo giusto posto nel periodo e lei ora sapeva che il suo valore nel libro era importante, cosi come quello di ogni altra parola del libro. Ognuno aveva il suo compito lì dentro e ogni compito era importante. Il suo era di essere una piccola frase tra parentesi che spiegava e puntualizzava un punto importante della storia e senza la quale la storia non aveva più senso.

Fu orgogliosa del suo posto e delle sue parentesi e capì quanto importante è il ruolo di ognuno all’interno della storia, qualunque storia sia.


Lascia un commento

Le bolle di sapone

C’era una volta, un anziano saggio che viveva lungo la riva di un mare verde e bianco. Aveva molti proseliti e tutti andavano da lui a chiedere consiglio.

DSCN0024

Un giorno, lungo la spiaggia, si mise ad osservare un bambino che si divertiva a giocare con le bolle di sapone. Faceva una bolla dopo l’altra e poi si divertiva a scoppiarle con leggerezza e divertimento.

Chiamò a se i suoi proseliti e gli disse di osservare attentamente il bambino.

“Quel bambino laggiù ci mostra un insegnamento importante”.  Nessuno comprese cosa intendesse il loro maestro, più guardavano il bambino giocare più si confondevano. Cercarono di vedere nelle bolle un qualche significato misterioso ma, dopo un’ora di osservazione costante, il bimbo se ne andò e loro rimasero con la confusione iniziale.

Allora il maestro li chiamò di nuovo a sé e disse:

“Le bolle di sapone si creano con facilità, basta un piccolo soffio e subito ne compaio due, tre anche quattro per volta ma basta un altro soffio o un dito levato su di loro per farle scomparire.

I pensieri negativi sono come le bolle compaiono tutti insieme e ci riempiono la mente. Noi pensiamo siano fatti di cemento perché li sentiamo pesanti e non riusciamo a mandarli via. Basta, invece, pensare a loro come se fossero delle bolle e con gioia e allegrezza soffiarci sopra e mandarli via, oppure immaginare con un dito di romperli e quelli scompaiono in mille gocce.

Ci vuole la leggerezza e la gioia dei bambini per far diventare la nostra mente leggera e ci vogliono immagini positive che invocate rompono tutte le bolle che compongono i nostri pensieri negativi. Spero ora abbiate compreso quante lezioni la vita ci invia e ogni lezione è intorno a noi nella semplicità delle cose”.