tralerighenoi

viaggio nelle nostre righe storte


Lascia un commento

Le parentesi tonde!

C’era una volta, una frase che viveva tra due parentesi tonde. Si sentiva stretta, tra quelle due parentesi, perché nessuno le dava importanza. Tutti leggevano le frasi prima e dopo ma nessuno si soffermava su quella tra parentesi perché le parentesi, a suo dire, rendevano la frase di poco conto, quasi invisibile.

DSCN3136

La frase si dispiaceva molto di questo. Pensava :”Se fossi tra due parentesi quadre o graffe sicuramente mi vedrebbero, sono così belle e decorate, invece queste parentesi tonde sono così banali, mi rendono invisibile. Uffa!” Ma la piccola frase, pur se molto dispiaciuta, non faceva nulla per uscire dalle sue parentesi.

La piccola frase era parte di una favola, una favola che parlava di principi e principesse draghi e castelli, un po’ come tutte le favole, insomma. La favola era parte di un libro bellissimo,oro e rosso di grande prestigio e viveva in una biblioteca immensa, dove ogni giorno milioni di persone venivano a cercare il loro libro.

Il libro di fiabe era sfogliato e letto molto spesso e la frase vedeva occhietti attenti e stupiti che scorrevano quelle pagine con meraviglia e attesa. Ma mai nessuno leggeva lei, o almeno cosi le sembrava. Lei aspirava a grandi onori e prestigi, forse voleva essere la favola stessa!

 

Un giorno stufa di tutto ciò decise di forzare le sue parentesi e uscire da esse affinchè tutti la potessero vedere. Con tutte le sue forze, spinse di qua e di là finchè le due parentesi non caddero giù dalla riga e andarono a finire vicino ad una virgola nella riga di sotto.

La frase era davvero molto felice, ora si che tutti si sarebbero accorti di lei e tronfia e spavalda attese il lieto evento.

Ma, la frase, senza la parentesi, non aveva più posto all’interno del periodo e rendeva la frase senza senso e dava alla storia un che di strano e confuso.

I bambini che leggevano quella favola, quando arrivavano alla nostra frase, perdevano il filo e scontenti giravano l pagina e ne iniziavano un’altra.

Triste e sconsolata, la frase si pentì di ciò che aveva fatto perché ora invece di leggerla, come lei sperava, i bambini erano tentati di cancellarla con una penna.

Un giorno, un bambino saccente e studioso, capitò su quel libro di favole così bello e quando arrivò alla nostra frase, prese una penna e la racchiuse la nostra frase tra due parentesi tonde e contento continuò la sua lettura. Ora le cose avevano ripreso il loro ordine. La frase aveva il suo giusto posto nel periodo e lei ora sapeva che il suo valore nel libro era importante, cosi come quello di ogni altra parola del libro. Ognuno aveva il suo compito lì dentro e ogni compito era importante. Il suo era di essere una piccola frase tra parentesi che spiegava e puntualizzava un punto importante della storia e senza la quale la storia non aveva più senso.

Fu orgogliosa del suo posto e delle sue parentesi e capì quanto importante è il ruolo di ognuno all’interno della storia, qualunque storia sia.


Lascia un commento

Le bolle di sapone

C’era una volta, un anziano saggio che viveva lungo la riva di un mare verde e bianco. Aveva molti proseliti e tutti andavano da lui a chiedere consiglio.

DSCN0024

Un giorno, lungo la spiaggia, si mise ad osservare un bambino che si divertiva a giocare con le bolle di sapone. Faceva una bolla dopo l’altra e poi si divertiva a scoppiarle con leggerezza e divertimento.

Chiamò a se i suoi proseliti e gli disse di osservare attentamente il bambino.

“Quel bambino laggiù ci mostra un insegnamento importante”.  Nessuno comprese cosa intendesse il loro maestro, più guardavano il bambino giocare più si confondevano. Cercarono di vedere nelle bolle un qualche significato misterioso ma, dopo un’ora di osservazione costante, il bimbo se ne andò e loro rimasero con la confusione iniziale.

Allora il maestro li chiamò di nuovo a sé e disse:

“Le bolle di sapone si creano con facilità, basta un piccolo soffio e subito ne compaio due, tre anche quattro per volta ma basta un altro soffio o un dito levato su di loro per farle scomparire.

I pensieri negativi sono come le bolle compaiono tutti insieme e ci riempiono la mente. Noi pensiamo siano fatti di cemento perché li sentiamo pesanti e non riusciamo a mandarli via. Basta, invece, pensare a loro come se fossero delle bolle e con gioia e allegrezza soffiarci sopra e mandarli via, oppure immaginare con un dito di romperli e quelli scompaiono in mille gocce.

Ci vuole la leggerezza e la gioia dei bambini per far diventare la nostra mente leggera e ci vogliono immagini positive che invocate rompono tutte le bolle che compongono i nostri pensieri negativi. Spero ora abbiate compreso quante lezioni la vita ci invia e ogni lezione è intorno a noi nella semplicità delle cose”.


Lascia un commento

Acquerello su carta reciclata!!

Cosa fare con la carta reciclata prodotta la scorsa volta? Tra le tante possibilità che ci dà ho scelto di provarla come carta da acquerello. I risultati non sono male visto che regge bene il colore e assorbe bene l’acqua.

La cosa più interessante è ovviamente la scoperta, il provare, lo sperimentare nuove vie e che sia nella vita o su un foglio è sempre una possibilità da seguire.

DSCN3099

DSCN3100


Lascia un commento

Recicliamo la carta!

Volete passare un pò di tempo in allegria? Allora facciamo la carta reciclata. Ci vuole un pò di pazienza, tanta carta vecchia, acqua, un telaio (noi abbiamo usato uno spargifiamma) e tanta fantasia.DSCN3053 DSCN3054 DSCN3056 DSCN3057 DSCN3058 DSCN3059 DSCN3061 DSCN3062 DSCN3063

Come si fa?

Si mette a mollola carta ridotta in pezzetti (carta di giornale, vecchi fogli usati della stampante etc.) in una bacinella con l’acqua

Trascorsa una nottata, si frulla il tutto e si ottiene una poltiglia che non è altro che la nostra pasta di carta. A questo punto entra in scena il nostro telaietto (spargifiamma), si immerge nella poltiglia facendolo passare dal basso verso l’alto. Si tira su e si lascia scolare l’acqua in eccesso. Con un foglio di carta assorbente (o scottex) si preme sul foglio per asciugarlo ulteriormente e poi si mette ad seccare su altra carta assorbente. Se si vuole ridurre lo spessore del foglio si può appiattire con il mattarello.
Il gioco  fatto, un’altra notte circa e il foglio di carta reciclata è pronto.

Prima di lasciarlo asciugare è possibile decorarlo con tutto ciò che più ci aggrada. Noi abbiamo messo brillantini, sabbia colorata e fiori secchi. I bambini si sono divertiti molto e io con loro. Ora abbiamo molti fogli con cui inventarci mille altre cose nuove.